URI – Unione Radiotaxi d’Italia ha contribuito ai lavori dell’Indagine conoscitiva sul Trasporto Pubblico non di Linea (TPNL) avviata dalla IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, evidenziando l’urgenza di riportare chiarezza regolatoria in un settore caratterizzato da oltre dieci anni da instabilità normativa, conflittualità e diffuso contenzioso.
L’Organizzazione ribadisce il ruolo essenziale svolto dalle cooperative e dai radiotaxi nel garantire un servizio pubblico affidabile, regolato da tariffe amministrate e obblighi di servizio, e sottolinea la propria autonomia rispetto ad altre sigle del settore.
Le recenti pronunce amministrative e costituzionali hanno confermato la fragilità giuridica dell’art. 10-bis del D.L. 138/2018, che ha introdotto modifiche disomogenee e in contrasto con la legge primaria, producendo un quadro normativo incoerente e insostenibile. URI aveva già segnalato nel 2018 l’erroneità di questo approccio, poi confermata dall’annullamento dei decreti attuativi e dalle successive declaratorie di incostituzionalità.
Alla luce delle trasformazioni intervenute nel sistema istituzionale, economico e tecnologico, risulta necessario superare l’attuale stratificazione normativa sulla legge 21/1992 e avviare una riforma organica. La ridefinizione delle competenze dopo la riforma del Titolo V, l’istituzione dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti e le pronunce della Corte Costituzionale che attribuiscono allo Stato la competenza sulla regolazione concorrenziale rendono evidente la necessità di un nuovo quadro legislativo unitario per taxi e NCC.
URI propone un modello di sistema nel quale taxi e NCC operino come servizi distinti e complementari. Occorre chiarire gli ambiti operativi, con un ritorno alla prevalente dimensione comunale, garantire la modernizzazione del servizio taxi con margini di flessibilità tariffaria nel perimetro della tariffa amministrata, e inquadrare l’NCC come servizio di interesse pubblico con funzione diversa ma integrata rispetto al taxi.
Sul fronte delle piattaforme tecnologiche, URI ritiene necessario abbandonare la strada di nuovi DPCM, già bocciati dalla Commissione europea, e procedere invece verso una disciplina legislativa differenziata che riconosca la pluralità dei modelli esistenti: piattaforme cooperative autoprodotte dai tassisti, piattaforme di intermediazione terze e piattaforme a gestione comunale. Soltanto un intervento legislativo complessivo e coerente potrà colmare lacune e criticità che da decenni ostacolano l’operatività del settore.
URI conferma la piena disponibilità a collaborare con la Commissione, offrendo contributi analitici e proposte regolatorie nell’ambito dell’Indagine conoscitiva.



