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Taxi in Italia: un servizio sotto stress tra scarsa programmazione e inefficienze operative

2025-11-25 23:00

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Notizie dall'Italia, Normativa, Licenze taxi, Emergenza taxi, Interviste,

Taxi in Italia: un servizio sotto stress tra scarsa programmazione e inefficienze operative

Licenze costose, turni mal gestiti e viabilità critica: perché l’offerta non intercetta la domanda e Roma diventa il caso emblematico del mismatch strutturale

Da Il Messaggero del 26 novembre 2025

 

Licenze costose, a numero chiuso, rilasciate senza una programmazione negli anni. Gestione dissennata dei turni settimanali dei tassisti da parte dei comuni e una viabilità che in molte città è peggio dei gironi infernali. È questa la ricetta dell’insuccesso che spesso caratterizza il servizio offerto dalle auto bianche in Italia. Il risultato? Il 59% dei romani e l’85% dei turisti che visitano la Capitale lamenta una carenza di taxi, tanto che il 47% dei romani e il 63,6% dei turisti dichiara di aver atteso più del previsto. Sono i dati emersi nell’indagine sul trasporto pubblico in Italia effettuata nel 2024 su 1.567 soci Aci dalla “Fondazione Filippo Caracciolo” di Automobile Club Italia. Per esempio, lunedì in tarda serata, guardando in lontananza piazza dei Cinquecento (su cui affaccia la stazione di Roma Termini), si potevano notare un centinaio di punti bianchi: non erano le auto dei tassisti, che arrivavano a singhiozzo creando attese di mezz’ora, ma enormi e famelici gabbiani.

 

In termini di flotta a Roma, l’indagine Aci registra 8.436 taxi in circolazione, pari a 30,6 ogni 10.000 abitanti, a fronte degli 87 di Madrid, dei 79 di Parigi e dei 63 di Barcellona. La densità è di 6,6 taxi per chilometro quadrato, contro i 26,7 di Milano e i 169,6 di Parigi. Tra le principali lamentele sul servizio offerto dalle auto bianche nella Capitale, oltre alle attese, ci sono le difficoltà nei pagamenti elettronici, indicate dal 32% dei romani e dal 57% dei non residenti, e il rifiuto delle corse brevi, segnalato dal 16,5% dei residenti e dal 21,1% dei non residenti. Di contro, il 36% degli utenti promuove la pulizia dei veicoli, il 45% apprezza la cortesia dei conducenti dei taxi romani ed è soddisfatto della loro conoscenza dei percorsi. Come i colleghi inglesi, anche gli italiani devono sostenere un esame specifico sulla toponomastica per iscriversi al ruolo dei tassisti. Con domande del tipo: «Che percorso faresti per andare da Termini allo stadio Olimpico?». Il navigatore, infatti, non può essere considerato come una Bibbia: la conoscenza di strade, scorciatoie, flussi di traffico e cantieri, può fare la differenza quando un passeggero rischia di perdere un treno o un aereo.

 

LA VERSIONE DEI TASSISTI

Ma da un’indagine dell’Uri – Unione dei Radiotaxi d’Italia – emerge un altro scenario: «Roma ha più taxi per abitante di Londra, Parigi e Berlino (considerando l’intera area metropolitana di queste metropoli, ndr). Non è quindi la flotta a essere insufficiente. Sono le condizioni operative della città – la sua morfologia, l’estensione, la pressione del traffico e dei cantieri – a generare criticità che nessun aumento del numero dei taxi può risolvere da solo». «Le licenze vengono rilasciate senza criterio – spiega Walter Sacco, delegato regionale per il Lazio dell’Uri – Non c’è un piano programmatico, si va sulla base dell’emozione. Per esempio a Roma, dopo anni di stasi, ora ne sono state rilasciate mille tutte insieme. Il problema non è il numero, è la velocità commerciale, ossia il tempo che ci impiega un mezzo per fare un chilometro dentro la città. Siamo tartarughe. L’attuale amministrazione capitolina ha inaugurato 70 chilometri di piste ciclabili e zero di corsie preferenziali».

 

Riguardo i costi delle licenze, tutta Italia è paese. «Dalle stime dell’Agenzia delle entrate, nella Capitale le licenze si vendono tra privati dai 110 ai 120mila euro (di cui circa 25mila euro se ne vanno in tasse). Il Campidoglio ora le ha vendute per 75mila euro. «Le più costose in assoluto sono quelle dei taxi lagunari di Venezia – spiega Sacco –. A Firenze costano più del doppio di Roma. Poi, nella classifica, ci sono Milano e Bologna, sempre più care di quelle capitoline. Mentre Napoli e Bari costano meno».

 

A proposito di programmazione, in vista delle Olimpiadi invernali del 2026 e delle iniziative previste nel 2027 per la Città Europea dello Sport, la Giunta comunale di Bergamo ha introdotto una misura sperimentale che permetterà di aumentare temporaneamente il numero di taxi in circolazione: i tassisti bergamaschi potranno richiedere una seconda licenza e utilizzare una seconda auto, per massimo due anni.

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