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Taxi, Bittarelli (URI): "No a sciopero, fiducia nel Governo"

2026-01-12 17:42

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Notizie dall'Italia, Sindacato,

Taxi, Bittarelli (URI): "No a sciopero, fiducia nel Governo"

Il Presidente: “Chi propone astensione dovrebbe in realtà protestare contro se stesso”

Unione Radiotaxi d'Italia e il consorzio itTaxi comunicano che non aderiranno allo sciopero indetto per domani, 13 gennaio, da alcune sigle sindacali della categoria".

Così in una nota Loreno Bittarelli, presidente di URI e itTaxi, che prosegue: "Le rassicurazioni degli onorevoli Deidda (Pres. Comm. Trasporti) e Ruspandini (FdI) ci convincono a proseguire sulla via del dialogo".

 

"Chi promuove questa astensione dovrebbe in realtà protestare contro se stesso", dichiara Bittarelli. "Sono infatti le stesse sigle che, nel 2019, proposero e ottennero modifiche alla legge quadro 21/92 e ai suoi decreti attuativi, generando un vuoto regolatorio ed effetti disastrosi", prosegue. "Chi protesta ha inoltre osteggiato l'emendamento Scurria/Maffoni sulle tariffe predeterminate, unica via per garantire trasparenza, chiarezza sul prezzo e regole certe. Insomma, la responsabilità del vuoto normativo è di chi ha sostenuto posizioni inadeguate e oggi incoerenti con la maggioranza dei tassisti perfettamente consapevole di questa situazione: molti di loro si asterranno dal servizio per timore di minacce e ritorsioni, ma alla manifestazione nazionale a Roma parteciperà meno del 5% della categoria", dice ancora il presidente di URI e itTaxi.

 

"Ora occorre ripartire da zero, con una nuova legge che distingua nettamente taxi ed NCC e mantenga la gestione in capo ai Comuni, impedendo che operatori autorizzati in una città lavorino stabilmente in territori distanti, tradendo la funzione originaria del titolo autorizzativo", prosegue Bittarelli. "Per questo domani i nostri operatori garantiranno regolarmente il servizio, per rispetto dell'utenza e del ruolo pubblico, convinti che la soluzione a questa situazione di difficoltà sia una riforma seria, il dialogo con il Governo e non il blocco delle città", conclude.