Si è svolta in data odierna la riunione della Commissione Consultiva di Roma Capitale, avente all’ordine del giorno l’espressione del parere ai sensi dell’art. 34 del Regolamento Capitolino sul Trasporto Pubblico non di Linea. La richiesta riguarda il bando di concorso per le licenze taxi pubblicato nel 2024. A seguito del ricorso al TAR presentato da 91 candidati risultati vincitori, è stato infatti richiesto alla Commissione un parere – non vincolante – in merito al possibile rilascio di ulteriori 41 licenze.
I candidati interessati avevano optato per la cosiddetta “opzione 3”, che prevedeva la partecipazione a entrambe le graduatorie: “opzione 1” (servizio ordinario) e “opzione 2” (trasporto disabili), includendo anche soggetti già coinvolti nel primo ricorso.
URI – Unione dei Radiotaxi d’Italia ha ribadito con chiarezza la propria posizione: non esisteva una contrarietà di principio all’emissione di nuove licenze, ma il numero complessivo previsto – 1.000 licenze (bando 2024) – è stato fin dall’inizio ritenuto eccessivo e non coerente con il reale fabbisogno del servizio.
La proposta di URI è sempre stata orientata a un modello di rilascio responsabile, progressivo e sostenibile, con un primo contingente di circa 300 licenze, in linea con la domanda effettiva, da accompagnare successivamente con eventuali ulteriori rilasci solo a seguito di un’analisi puntuale dei dati di domanda e delle esigenze del servizio e della contemporanea crescita delle infrastrutture necessarie per l’ottimizzazione del servizio, vedi piazzole di sosta e corsie preferenziali.
I più recenti dati di mobilità confermano questa impostazione: il picco registrato nel periodo 2023–2024 era legato a una fase straordinaria post-Covid e non rappresentava una base strutturale per decisioni di lungo periodo. L’attuale andamento del mercato evidenzia invece il rischio concreto di uno squilibrio tra domanda e offerta, con conseguente presenza di vetture ferme ai posteggi, a tutt’oggi insufficienti.
In questo scenario, l’ipotesi di introdurre ulteriori 41 licenze – oltre alle 1.000 già previste – è ritenuta da URI non sostenibile e potenzialmente dannosa per l’equilibrio complessivo del settore.
Permangono inoltre rilevanti criticità legate al contenzioso in corso, in particolare:
- incertezza sull’eventuale aggiornamento delle graduatorie;
- rischio concreto di ulteriori ricorsi;
- criticità nel procedere ad assegnazioni automatiche, soprattutto per le licenze destinate al trasporto disabili, in assenza di un quadro giuridico consolidato.
Non appare coerente, inoltre, aver proseguito con scorrimenti e assegnazioni mentre il contenzioso risulta ancora pendente.
Nel corso della riunione è emerso un elemento significativo: tutte le sigle presenti hanno espresso contrarietà all’ulteriore incremento delle licenze, inclusi soggetti tradizionalmente vicini all’Amministrazione. È stato inoltre richiesto un chiarimento puntuale sul numero delle licenze ancora da assegnare.
Permangono ulteriori criticità già segnalate, tra cui:
- l’assenza di interventi efficaci di contrasto all’abusivismo;
- la mancata attuazione dell’art. 29;
- l’utilizzo non corretto dello strumento della “doppia guida”.
Su quest’ultimo punto, URI ribadisce che la doppia guida deve restare uno strumento flessibile per la gestione dei picchi di domanda e non può trasformarsi in una soluzione strutturale. Un utilizzo continuativo determina di fatto un raddoppio dell’offerta, con effetti distorsivi nei periodi di domanda più bassa e con impatti anche sulla gestione degli spazi di stazionamento.
È stato infine evidenziato come le procedure in corso stiano rallentando l’erogazione dei ristori ai tassisti, nonostante le risorse siano già disponibili presso l’Amministrazione capitolina. Si richiede pertanto una rapida definizione delle assegnazioni residue oppure, in alternativa, l’avvio immediato di una prima tranche di ristori. Eventuali ritardi non possono essere imputati alla posizione contraria rispetto all’aumento delle licenze.
Alla luce di quanto sopra, URI ha espresso un parere nettamente contrario al rilascio delle ulteriori 41 licenze, ritenendolo non giustificato né sotto il profilo del fabbisogno né sotto quello della sostenibilità complessiva del servizio.



